Il Santuario di San Gerardo Maiella, situato a Materdomini, frazione di Caposele (AV), è uno dei principali luoghi di pellegrinaggio dedicati al Santo Redentorista. Da oltre due secoli accoglie fedeli provenienti da ogni parte d’Italia, custodendo le sue spoglie mortali e la memoria della sua testimonianza di fede.
Il complesso comprende la Basilica, la Chiesa del Redentore, il Museo Gerardino e altri spazi di preghiera e devozione, che accompagnano il pellegrino in un cammino spirituale fatto di silenzio, celebrazione e gratitudine.
Luogo di fede viva e di accoglienza, il Santuario continua ancora oggi a essere punto di riferimento per quanti si affidano all’intercessione di San Gerardo.
IL SANTUARIO
La Basilica
La Basilica è la parte più antica; custodisce le spoglie mortali di san Gerardo, ai piedi di un altare dedicato alla Madonna Materdomini.
IL SANTUARIO
Chiesa del Redentore
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Il Museo Gerardino
In questo luogo sono esposte le immagini, i quadri e le statue che riguardano la vita di San Gerardo e la prima storia della Congregazione del Santissimo Redentore.
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La Sala Ex Voto
Si trova tra la Basilica e la Chiesa del Redentore, dove nel tempo sono stati raccolti oggetti di varia natura con cui la gente ha espresso la sua gratitudine a san Gerardo.
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La sala delle offerte
Qui i devoti e i pellegrini possono devolvere le loro offerte in onore di san Gerardo o per la celebrazione di sante messe…
IL SANTUARIO
La raccolta dei presepi
I Redentoristi hanno voluto raccogliere una serie di presepi, di natura molto diversa e tutti oggetto di donazione, che vanno dai più artistici presepi napoletani di grande bellezza, ad altri manufatti di varia creatività.
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Il pozzo di
San Gerardo
Questo pozzo è uno dei siti più antichi del complesso del Santuario, antecedente all’arrivo dei Redentoristi, e raccoglieva le acque piovane utilizzate per i servizi domestici.
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La sala dei fiocchi
La sala dove sono visibili una serie infinita di foto e una collezione variopinta di fiocchi, con cui la gente ringrazia san Gerardo per il dono di una nuova vita.
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Il convento
Costruzione su tre piani disegnata all’origine su pianta dell’architetto della corte borbonica Pietro Cimafonte. Attualmente ospita la comunità religiosa che accudisce al Santuario, e luoghi come la Segreteria, lo stesso Museo Gerardino
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L'Antica Basilica
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Le Origini
Materdomini, frazione di Caposele, in Provincia di Avellino, ospita il santuario di san Gerardo, uno dei più frequentati dell’Italia Meridionale. Le origini di questo Santuario risalgono al Medioevo, nel XIII secolo, quando secondo documentata tradizione la Madonna apparve a dei pastori abruzzesi che avevano portato qui le loro greggi, sollecitandoli a recarsi dal parroco di Caposele chiedendogli di dedicarle un Santuario col titolo di Materdomini (che significa Madre del Signore).
Il santuario fu costruito e divenne meta di diversi pellegrinaggi. La sua struttura sorgeva lì dove oggi è situata la Basilica, anche se la sua grandezza non superava la metà dello spazio attuale. A fianco del Santuario era collocato un romitorio, che ospitava i due custodi e altri sacerdoti che accudivano al Santuario in epoca di maggiore afflusso.
Nel 1746 giunse a Materdomini sant’Alfonso de Liguori, fondatore dei Missionari Redentoristi, per predicare una missione popolare. Il vescovo Mons. Niccolai l’implorò di insediare qui una comunità del suo Istituto religioso, fondato solo pochi anni prima (nel 1732). Sant’Alfonso accettò, a condizione che fosse messa a breve scadenza la prima pietra di quello che poi è diventato il convento.
Materdomini diventò così la quinta casa della Congregazione Redentorista, oggi presente in 80 paesi del mondo. Alla costruzione di questa casa contribuì anche san Gerardo, facendo da questuante nei paesi vicini per raccogliere offerte durante la sua permanenza a Materdomini.
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Il terremoto dell'80
S ono le 19,34 del 23 novembre 1980 quando un violento sisma colpisce l’Italia Meridionale, in particolar modo l’Irpinia. I morti si aggirano sui 3000 circa, 8500 sono i feriti, gli sfollati circa 280.000. Ingenti sono i danni ai paesi e alle strutture. Anche Materdomini viene colpita, ma san Gerardo protegge il piccolo borgo che sorge intorno al suo Santuario, che sarà l’unica struttura a subirne le conseguenze. L’antica Basilica e l’annesso collegio dei Redentoristi crollano sotto l’urto delle scosse che agitano la terra. Passeranno molti anni, prima che il Santuario – tra notevoli difficoltà e pastoie burocratiche – risorga dalle sue ceneri, più bello e maestoso di prima. Soprattutto grazie alla generosità dei devoti gerardini, che hanno contribuito in modo sostanzioso alla sua ricostruzione.